Bosco senza bandiere

La sinistra oltranzista, quella rovesciata fuori dalle Camere dalla raccolta differenziata del voto, si agita e fuma nella discarica di piazza. Approfittando della crisi di Gaza ha chiamato a raccolta gli autonomi dei centri sociali (che a loro volta hanno interesse ad impaurire i comuni: hai visto mai che con la crisi che c’è smettano di pagar loro le bollette…) e insieme a qualche arabo con la keffiah calata sul viso a mo’ di bavaglio si sono messi a far casino, paralizzando il traffico. E noi, zitti.

Solo la Lega è insorta, o almeno protesta (e infatti cresce nei sondaggi) ma tutti gli altri, zitti. Ringalluzziti da questo silenzio, i maomettani riempiono piazza Duomo e pregano mostrando il culo alla Madunina, poi bruciano insieme ai compagni le solite bandiere israeliane e americane. Obama o no, la sinistra estrema continua a odiare gli Usa, e continua coi Santori e coi Vauri quella lotta girotondina e becera che fino a poco prima di “Uichèn” Veltroni conducevano anche i compagni Pci-Pds-Ds. Pacifisti a senso unico.

Certo, se ti chiedono “lei è contro la guerra?” tu rispondi di sì come tutti, perché è come se ti chiedessero se sei contro il cancro. Poi però la sinistra ti arruola, ti regala una bella bandiera colorata astutamente con le tinte dell’iride, che ricordano i campioni mondiali e l’arcobaleno, cioè emozioni positive, e ti porta in piazza. Sim sala bim, il trucco è fatto. In piazza vedi solo quelle. Sulle case anche. Un palazzo con cinque balconi arcobalenati ti sembra pieno di bandiere, e invece di finestre vuote ne ha cento: è la tecnica del rumore, la cui massima espressione è il casino di piazza. La sinistra non ama l’urna: preferisce i cortei, le adunate in salsa di concerto e seguito polemico sul numero dei partecipanti (per la polizia tot, per gli organizzatori il decuplo). Peccato che in democrazia contino (e debbano essere contati) anche quelli che restano a casa.

Fa più rumore un albero che cade di un bosco che cresce, si dice. Bèh, il bosco sono i timidi, gli scettici, la gente che lavora ed ha altro per la testa. Il bosco oggi ha orrore della guerra a Gaza, ma anche delle altre violenze che la sinistra gli infligge (blocchi stradali, bandiere incendiate, muri scempiati dalle scritte). Il bosco è angosciato dai civili uccisi dalle bombe israeliane nella Striscia, ma anche dai guerriglieri di Hamas che combattono in borghese, si fanno scudo dei bambini, sparano con la bandiera bianca in mano, piazzano le batterie di razzi sui tetti degli ospedali, fanno finti funerali per aizzare gli animi… Quelli di laggiù. Ma anche quelli venuti fin quassù spaventano il bosco. Perché spadroneggiano e spacciano droga sotto casa. Perché, quando fanno gli scafisti e la Guardia Costiera li becca, urlano “se non ci lasciate andare, anneghiamo i bambini”. Purtroppo non ha bandiere da appendere ai balconi, il bosco.

 

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4 risposte a Bosco senza bandiere

  1. Anonimo ha detto:

    In tutta questa caciara ben descritta, viene da chiedersi: cosa fa il governo?
    Cesco

  2. Anonimo ha detto:

    a me no. mi vien da chiedermi: come fa un cittadino con normale senso civico a pensare di votare la prossima volta? anche le altre volte, certo, come ho fatto? ma più si diventa grandi, più diventa grande la nostra coscienza, e non so più come fare, davvero. girasole_

  3. Anonimo ha detto:

    Sante parole. Non si può votare questa casta che imperversa da mezzo secolo.
    Segue una domanda: Cosa si può fare?
    Cesco

  4. bjhbdgv ha detto:

    i cant understand……

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