Effetto domino

Anno bisesto-anno funesto… è appena finito (per fortuna) il 2008 e le borse di tutto il mondo fanno i conti del disastro: negli ultimi 12 mesi  hanno perso dal 40 al 50% del loro valore, e la discesa non è ancora finita. La recessione ormai si fa sentire, e l’intero sistema monetario rischia di saltare. Le maggiori banche falliscono o passano in mano ai governi per l’impossibilità di recuperare i loro crediti; la crisi del mondo finanziario si è trasmessa all’economia reale in modo così grave che persino il petrolio è sceso in pochi mesi ai minimi storici (costa un quarto di un anno fa) e stanno perdendo quota sia l’oro (storico bene-rifugio salito alle stelle man mano che calava la fiducia nei titoli e nelle valute), sia il mattone (stesso discorso).

Qui a Torino, poi, oltre alla crisi generale subiamo quella particolare della Fiat, e gli effetti cominciano ad essere visibili a livello spicciolo. Un mio amico informatico non può più neanche fare la spesa se non a credito, perché la sua ditta non lo paga da mesi e la sua banca, nel timore d’essere travolta dallo tsunami dei derivati, gli nega anche il più piccolo fido. Sua moglie, che prima di sposarlo faceva la parrucchiera, per fronteggiare l’emergenza è tornata ai bigodini, cioè fa l’aiutante (in nero) del coiffeur del borgo. Bèh, ci credereste? Anche il Figaro tarda a pagarla, perché a sua volta è costretto a pettinare le clienti a credito pur di non perderle. E’ l’effetto-domino che dicevo prima, in cui ogni tessera fa cadere la successiva della filiera.

La ditta informatica del mio amico è in crisi di liquidità perché le aziende sue clienti non la pagano. Purtroppo l’espediente di fare aspettare i fornitori costringendoli, volenti o nolenti, a fare da finanziatori, è un vizio diffuso. La Fiat, anche quando non era in crisi, ha sempre usato quest’odioso espediente, una delle tante soperchierie inflitte da Agnelli alla nostra città. E’ curioso osservare nel piccolo, qui sotto la Mole, lo stesso fenomeno che sta succedendo fra banche e Stati a livello mondiale. Però non si capisce cosa aspettino le toghe rosse ad eliminare il criminale mafioso responsabile di tutto ciò (come anche del global warming, dell’inquinamento, del terrorismo islamico, della desertificazione, dei terremoti e d’ogni altro disastro planetario). Chi è? Ma Berlusconi, è ovvio. Chi altri, se no?

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8 risposte a Effetto domino

  1. Anonimo ha detto:

    E’ vero, già cinquanta anni fa la Fiat si faceva finanziare dalle piccole aziende Torinesi obbligandole ad accettare il pagamento a 120 giorni, fine mese, su estratto conto.In questo modo lo sfruttamento era certo e la Fiat costruiva le vetture a spese dei proprii fornitori.
    Cesco

  2. Anonimo ha detto:

    Caro Manlio, bel pezzo, peccato per il finale… Magari non sarà responsabile dello Tzunami ma bisognerebbe spiegargli che essere Presidente del Consiglio non vuol dire “consigliare” gli Italiani a comprare le Eni e le Enel (reato di aggiotaggio) oppure di far fuori tutti i loro risparmi..
    Alessandro

  3. Anonimo ha detto:

    Caro Ale, fatti spiegare bene cos’è il reato di aggiotaggio. Non consiste certo nel consigliare (tra l’altro informalmente, cioè in una chiacchierata fatta davanti ad un capannello improvviso, e non in un discorso ufficiale o in un articolo) nel consigliare, – dicevo – un investimento azionario piuttosto che un altro, se no tutte le numerosissime rubriche radio e Tv dedicate ai suggerimenti su risparmi e investimenti sarebbero colpevoli di quel reato. E’ come se Berlusconi avesse detto, sempre fra amici, “se avete freddo andate a passare Natale al mare” e si sentisse chiedere i danni dalle località sciistiche. Siamo seri! Quanto al “fare fuori tutti i risparmi” è un consiglio che risponde ad una dottrina economica precisa, secondo la quale rimettere in moto i consumi, anche a costo di dar fondo ai risparmi, giova all’economia e la fa uscire dalla stagnazione. Si può non essere d’accordo su quella teoria (ma è difficile), però si deve riconoscere al premier il diritto di credere in essa. Mi sembra invece, da queste tue due accuse infondate, che tu appartenga proprio alla categoria degli antiberlusconiani “a prescindere”. Proprio quelli che io sfotto nel finale del pezzo. E infatti ti sei sentito subito in dovere di intervenire attaccando il Berlusca con due frecce spuntate. Cerca qualcosa di meglio, che ce n’è.

  4. Anonimo ha detto:

    Bella risposta Manlio,in piu’ha chiarito l’articolo,ed era palese che il finale
    era una burla!
    Saluti
    Carmen

  5. Anonimo ha detto:

    Manlio, sì, hai ragione, io sono un antiberlusconiano a prescindere, lo ammetto. Purtroppo non sono nato così, è lui che mi ci ha fatto diventare a furia di c….te!!!
    E’ vero, il reato di aggiotaggio prevede che chi sparge la voce ne tragga beneficio (detto in poche parole), però detto da lui è come uno che carica una prostituta in auto, si apparta e poi ci parla solo… E’ chiaro che parlare con una prostituta non è reato, però… Ma tu quand’eri a Torino cronaca, hai mai consigliato quali titoli comprare o vendere? Quel tipo di lavoro so che lo fanno in banca oppure i giornali specializzati, non i ministri, nè il Presidente della Repubblica. Ma questa è solo una delle tante, e anche una delle meno gravi!
    Per quanto riguarda le teorie economiche, so a cosa si riferisce, ricordo un certo Keynes che propose di aumentare la spesa pubblica e diminuire la pressione fiscale per rilanciare i consumi e quindi la produzione. Forse, però, erano altri tempi. Forse allora la causa predominante della stagflazione non fu l’enorme massa di debiti contratti dalle famiglie (e, cosa che da noi si è sviluppata nel dopoguerra, soprattutto per debiti al consumo – e non crediti come li chiamano di solito). Le famiglie i risparmi non li hanno più, quel poco che avevano se lo sono già mangiato. In Italia il 10% della popolazione detiene il 90% della ricchezza, allora faccia un appello a questi, non al ceto medio. Lui aiuta le banche, ma le banche hanno sempre preso per il collo chi portava loro i propri soldi e gli artigiani che ci entravano per chiederne, salvo poi indebitarsi oltre misura con le varie Fiat, Telecom ecc. ecc. Ed ora le aiuta con i nostri soldi, con chi fa già fatica a pagare le tasse a fine mese!
    Lui non è libero di credere in questa teoria economica, lui ha il dovere di non farci andare a fondo, come invece sta facendo! Abbiamo il terzo debito pubblico (come volume) al mondo, e siamo solo dietro l’Argentina, questo è il problema serio. Non comprare Eni ed Enel. Lui è Presidente del Consiglio dei Ministri, è la persona più importante (operativamente) del nostro Paese ed in quanto non può e non deve andare in giro a fare il pagliaccio o a consigliare titoli da vendere e da comprare. Per quello può andare in piola col suo amico Doris a giocare a briscola.
    Sai cosa mi sorprende? Che una persona della tua intelligenza e cultura non lo derida come invece meriterebbe! Direi che questa cosa è l’unica che mi fa riflettere sul fatto che quel pagliaccio possa avere o fare qualcosa di buono. Naturalmente rispetto le tue opinioni, anzi, mi piacciono perchè la tua esperienza è immensamente più grande della mia, però per me quello rimane un malato di mente (con tutto il rispetto) a piede libero e con un potere mediatico e istituzionale gigantesco.
    Per il resto, anche se non ti ho mai conosciuto di persona, ti abbraccio idealmente e festeggio con te i 18 mesi a moggi (ce l’hanno tutti con lui…sì, sono un antimoggiano a prescindere ah ah ah!)
    Un caro saluto
    Alessandro

  6. Anonimo ha detto:

    Manlio, ale’ irrecuperàbile.
    Saluti
    Carmen

  7. appropo' ha detto:

    l’effetto domino è quello che si scatena durante il bondage?

  8. Anonimo ha detto:

    La teoria del Cav. (spendere per far ripartire i consumi) è una una delle tesi più sensate! Normalmente, infatti, le crisi economiche sono caratterizzate (in termini effettuali) proprio da una contrazione dei consumi. Ovvio che, il suggerimento presidenziale, va preso (come tutte le cose) “cum grano salis”: nessuno (compreso Berlusconi) pretende che i cittadini finiscano sul lastrico per rilanciare il vero motore di tutte le economie di mercato (i consumi privati, per l’appunto), ma è fuor di dubbio che questa crisi, più di molte altre, sia – fino ad ora per lo meno – tra il resto connotata da una sorta di isteria comportamentale collettiva, ben strutturata dalle schizofreniche indicazioni forniteci da (quasi) tutti i più accreditati economisti. Suggerisco, al riguardo, di leggere gli articoli (su LaVoce o sulla Busiarda) scritti da Luca Ricolfi (onesto intellettuale di sinistra e, pertanto, ossimoro vivente) che, diversamente dai succitati economisti, spiega bene come per molti privati non solo la crisi non esista, ma addirittura che essa costituisca un’eccezionale momento di crescita del benessere materiale. D’altronde, tale tesi non è difficile da dimostrare, pur sembrando, in apparenza, un’assurdità: la crisi genera calo dei consumi a cui si ricollega direttamente un fenomeno di deflazione. Ora, coloro che (pensionati o lavoratori dipendenti) percepiscono uno stipendio fisso, beneficeranno del calo dei prezzi, rafforzando il proprio potere d’acquisto (paradossale il fatto che sia vero anche il contrario: i medesimi soggetti “soffrono” quando si trovano a vivere in un contesto economico contraddistinto da una congiuntura alta).
    Saluti.
    Michele

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