L'omaggio natalizio del dio Eridano

Su una Stampa del Dicembre ’95 (il foglio foderava un vaso dimenticato in garage) leggo il “taglio basso” in prima. E’ una storia così “natalizia” che pare inventata: un barbone che vive sotto un ponte salva una giovane dal suicidio in Po. Lui, Giuliano, dalla foto sembra quasi un bell’uomo. Lei, Gina, un po’ svitata, era in permesso dal repartino psichiatrico delle Molinette e aveva deciso di farla finita nel fiume. La storia “funziona” perché i personaggi sono entrambi presentabili. Il clochard non è lercio e malandato, ma gagliardo e di buoni sentimenti, e la matta (bionda, ventenne, col vestito rosso-amore) è afflitta solo da una pazzia leggera, non pericolosa. Poi è fuori “in permesso”, quasi una licenza-premio. Perfetto anche il tipo di suicidio scelto: niente sangue, ma solo un lento, cinematografico avviarsi di lei nel fiume. Lui la vede, entra in acqua e la salva. Applausi, commozione, dissolvenza. La belle histoire de Noël per i lettori della busiarda è servita. 

Ma vogliamo provare a leggerla in chiave diversa? Giuliano, intanto. E’ uno che vive con gli avanzi degli altri, e ci riesce in tutto, meno che nel sesso. La sua vita randagia gli consente solo rari incontri mercenari. Ma un giorno il fiume gli porta il premio sognato: una bella donna, sebbene sotto forma di aspirante suicida. Lui l’abbraccia, la riporta a riva, la scalda, le dà un vestito asciutto, e mentre lei si cambia attizza il fuoco del suo bivacco sotto l’arcata del ponte. Poi, quando lei riappare da dietro il pilone, le passa il fiasco del vino e pensa «hai visto mai…». Lei, infatti, sembra quasi gradire quel rustico corteggiamento, si siede, gli sorride: ha bisogno di parlare, Gina, per cacciare i fantasmi della sua follìa. Vuole un po’ d’affetto, anche fugace, anche sotto un ponte, e non solo sempre iniezioni, pillole, rimproveri e bla bla di camici bianchi… e lui è così calmo, rassicurante… 

Il vino le sta scaldando il sangue, il fuoco le scioglie il corpo, la timida corte di Giuliano, la sua barba di qualche giorno, il suo sguardo brillante, gentile e virile ad un tempo, cominciano ad aprirle il cuore… Ma mentre le due bocche si avvicinano lentamente si sente di lontano la sirena dell’ambulanza. Qualcuno ha visto, ha telefonato. E in un attimo è tutto un baluginìo di luci blu, un viavai di poliziotti, infermieri, curiosi. Addio sogno. Per lei saran di nuovo pillole, iniezioni e camici bianchi. Per lui la vita di sempre, e il pintone per calmare certi pruriti. Però, peccato. Sembrava proprio un sogno, un regalo, l’omaggio natalizio del dio fiume…

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Una risposta a L'omaggio natalizio del dio Eridano

  1. grape ha detto:

    a forceful style, It’s great.

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