Brillantina

In un libretto della Orme Editori c’è un elenco di buffe richieste fatte ai commessi in libreria.  Tale Susanna ne parla su Internet definendolo snobisticamente “un rosario di mostri generati dal sonno della ragione (sempre che messer Francisco Goya lo permetta) che non può non strapparci incolpevoli sghignazzate”. Prima di giudicare la giudicessa, vi do un assaggio di quanto ha giudicato.

Per i classici della letteratura: “Alla ricerca del tempo perduto di Alain Prost”, “Quer pasticciaccio brutto di Via Teulada di Gadda”, “Fanta Amara di Silone”, “Camera con terrazzo di Forster”, “Zampa bianca di Jack London” e “L’Homelette di Shakespeare”, “Lo Zabaione di Leopardi”. Passando alla storia: “Mi servirebbe un libro fotografico sulla Rivoluzione Francese”. Sulla filosofia e sui classici: “Fenomenologia sotto spirito di Kant”, “Candido di Volterra”, “Feretro di Platone”, “Apoteosi di Socrate”, “Apologia di Sofocle”, “Edipo a Cologno di Sofocle” e “Le pistole di Cicerone”, “Così parlò Zaccaria” di Nietzsche. Per la teologia, la “Sacra Sindrome”,  i “Vangeli ipocriti”. Miscellanea finale: “Il ritratto di Doris Day di Oscar Wilde”, “Il ritratto di Dorian Gray di Orson Wells”. Ed ancora: “Il barone ruspante”, “Il barbone rampante”, “Il barone rampicante” di Calvino, “Centomila cubetti di ghiaccio di Giulio Bedeschi”, “I malori del giovane Werther”, “Madame Bolivar di Flaubert”, “Il Giovane Golden di Solingen”, “Moby Dickens di Melville”, “Zio Vanni di Cechov”, “Tito Androide di Shakespeare”, “Il Gattosilvestro di Tomasi di Lampedusa”, “Le Sepolture del Foscolo”, e (per finirla alla torinese) il “Signore degli Agnelli” di Tolkien.

Tòta Susanna definisce quanto sopra “interpellanze sconclusionate e spess’anche imbrillantinate di saccente pedanteria” senza rendersi conto di essere lei la prima a imbrillantinare la sua prosa di saccente pedanteria usando il termine “interpellanze”. Una libreria è pur sempre una bottega, non il Parlamento. Quell’elenco di errori non mi ha incuriosito più di tanto, e l’ho scorso distrattamente, tanto per vedere cosa sapevo e cosa no.  Non so voi (divertitevi a controllare), ma io sapevo la versione corretta di quelle richieste nel 95% dei casi. Però non me ne vanto, perché sono laureato in lettere con 106/100, ma dei 30 libri citati fra gli esempi ne ho davvero letti 10, e degli altri conosco solo (e per alcuni addirittura vagamente) il contenuto. 

Peraltro non mi straccio le vesti di fronte a quegli strafalcioni. Si ascolta e si legge ben di peggio, oggi, e da gente che dovrebbe essere immune dalla tabe dell’ignoranza come giornalisti, avvocati, professori e intellettuali in genere. Tutto sommato, chi ha fatto quelle buffe richieste le ha pur sempre fatte in libreria. Cioè voleva comprarli, quei libri, e dopo averli comprati li avrà anche letti. Non come tanti intellettuali furbetti, bravi solo a citare senza errori frasi, massime, libri ed autori che non hanno mai letto, ma che vogliono fingere d’aver letto. La cultura è come la marmellata, cara Susi: meno se ne ha, più la si sparge.  Come la brillantina.

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5 risposte a Brillantina

  1. Anonimo ha detto:

    “Il Signore degli Agnelli”, se non sbaglio, era un libro di Forattini, quasi quasi perdonerei il tizio che l’ha chiesto. 😉 😀
    Devo confessare, ahimè, che su Sofocle e Socrate sono impreparata, ma sarebbe cosa ben peggiore se la fossi avendo fatto studi classici. Ma io sono ragionera, e quindi… 😀
    Un sorriso 🙂
    Ciao!
    Francesca C.

  2. Anonimo ha detto:

    Averne, di ragioniere con la tua cultura, che ti citano il Foscolo per mandarti messaggi…
    Registro il passaggio da sorriso a bacio 😦
    Ci scriviamo prima di Natale

  3. Anonimo ha detto:

    Attenta Francesca

  4. Anonimo ha detto:

    Io sono sempre attenta, e infatti non posso fare a meno di dire a Manlio che non si trattava di Ugo, bensì di Ludovico e Alessandro.
    E poi… volevi forse dire il contrario, cioè che il passaggio (se mai ci sia effettivamente stato :D) è da bacio a sorriso? 😛
    Te ne mando un altro, e dovresti esserne contento visti i tempi che corrono (per me). 🙂
    A presto. 🙂
    Francesca C.

  5. Anonimo ha detto:

    Non credo a queste raccolte di scemenziari.
    Nello specifico, alcune sono possibili richieste in libreria,
    ma la maggior parte sono frasi abilmente inventate da persone di cultura per spacciarle come castronerie e farci su un libro.
    Allo stesso filone appartengono gli errori a scuola (sia di allievi sia di insegnanti), i bestiari da ufficio, e qualsiasi raccolta simile possa venire in mente ( e rendere quattrini una volta trasformata in libercolo).
    Ciau.
    Suntant Katiw

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