Caffé scorretti

Ricordo che quando Marzia Marchi (una barista di Treviso che aumentava il caffè a due euro, ma solo agli “indesiderati”, cioè ai tossici e agli spacciatori che bazzicavano il vicino parco) la stampa di sinistra scatenò furiose polemiche sul nordest razzista, sui negozianti ingordi, eccetera… Analizzando i fatti (espressione quanto mai calzante, trattandosi di tossici), la siora Marzia se li trovava nel bar perché nel parco di fronte c’era una florida attività di spaccio gestita dai nordafricani. Spacciatori e clienti venivano a rifocillarsi da lei, e il bar perdeva la clientela normale, timorosa di furti, scippi e possibili contagi da HIV su tazze e bicchieri.

Un po’ come succede a San Salvario, o a Porta Palazzo, i quartieri mussulmani di Torino, dove gli esercenti sono costretti ad una guerra privata quotidiana, faticosa e ahimé perdente contro la malavita, lo spaccio, le prepotenze e il degrado. Chi può, vende l’attività o l’abitazione e si trasferisce altrove, a costo di rimetterci, e questo ha fatto crollare il valore degli esercizi e degli immobili anche per chi non può andarsene. Le forze dell’ordine? Fanno quel che possono (di recente sono arrivati a rinforzo persino i militari!) ma i risultati delle retate durano pochi giorni, o poche ore. In cambio, durante i blitz, gli esercizi non incassano un centesimo, perché i clienti vedono le luci blu, i capannelli minacciosi, la confusione, e scappano altrove per paura di rogne.

Nonostante ciò vi è sempre qualche parlamentare, giornalista, religioso che in nome della “political correctness” si scaglia contro gli espedienti (come le ronde autogestite) inventati dagli assediati per tirare avanti. A Treviso erano scesi in campo i radicali, in nome della Costituzione che garantisce pari diritti ai cittadini, compreso quello al caffè. Peccato che la Costituzione preveda anche l’obbligatorietà dell’azione penale, e l’uomo qualunque si chiedeva come potesse la forza pubblica aver multato la barista ignorando il reato di spaccio (ben più grave) che si svolgeva sotto i loro occhi ogni giorno ed ogni notte, a pochi metri dal bar. Dissero al tempo che Marzia discriminava i nordafricani, ma era falso. Lei discriminava solo gli spacciatori e i drogati, tant’è che il caffé più caro lo pagavano anche gli italianissimi e bianchissimi tossicodipendenti di Treviso. Dissero allora che la legge consente agli esercenti di non servire e allontanare chi reca disturbo o crea pericolo (circostanze nel suo caso documentabili), ma non permette di allontanarli come faceva lei, usando la maggiorazione del prezzo come metodo dissuasivo.

Ricordo però anche che negli anni ’70 un barista dell’Autogrill di Bologna-Cantagallo rifiutò il caffè all’onorevole Almirante e a sua moglie donna Assunta, dicendo: «qui non serviamo i fascisti». L’allora segretario del Msi, che non disturbava nessuno e non creava alcun pericolo, si limitò ad andarsene senza neppure protestare, da quel gran signore che era. Ma nessun giornale, partito o singolo compagno si mobilitò in favore dei suoi diritti. Anzi, non risulta neppure che quel barista politicamente scorrettissimo (il Msi era un partito legalmente autorizzato e presente in Parlamento con centinaia di rappresentanti liberamente eletti) sia stato non dico licenziato, ma neppure multato. Dopo i fatti di Treviso, però, ho capito: la sinistra si sarebbe sicuramente mobilitata, compatta e forte, ma solo se il barista avesse fatto pagare ad Almirante il caffé al prezzo doppio.

 

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5 risposte a Caffé scorretti

  1. Anonimo ha detto:

    Peccato che il “gran signore” Almirante abbia poi denunciato i 16 dipendenti (non un barista!) dell’autogrill di Cantagallo che si erano rifiutati di servirlo. Furono tutti processati…

  2. Anonimo ha detto:

    Ho detto “gran signore” non “gran coglione”. Un signore, di fronte ad un’offesa così becera, non reagisce da cafone con urla e minacce o, peggio, passando alle vie di fatto (mettendosi con ciò dalla parte del torto). Questo era quanto speravano i compagni del Cantagallo’s staff, ma Almirante non glie l’ha data, quella soddisfazione. Si è limitato, come suo diritto (e diritto di ogni cittadino di fronte ad un sopruso) a denunciare i responsabili nelle sedi opportune. Tutti, e non solo,il barista che aveva parlato? Certo. Il mokapasionario non aveva detto “io non servo i fascisti, si faccia fare il caffè da qualche mio collega” no, no. Aveva detto forte e chiaro ” Qui NON SERVIAMO i fascisti”. Coinvolgendo tutto lo staff, che tacendo gli è stato solidale, meritando la citazione in giudizio. Che poi (ma questo non lo scrivi, eh, compagnuzzo?) si è risolto, com’era ampiamente prevedibile dato il clima politico e giudiziario degli anni di piombo in un collettivo “non luogo a procedere”. E’ inutile. Voi compagni non sapete cosa sia la vergogna. Proprio non sapete come si fa a vergognarsi. Almeno tacendo. Macché. Puntualizzate… rintuzzate… e così fate capire ancora oggi (quando sono passati più di trent’anni, il muro di Berlino è caduto e il comunismo si è sputtanato in tutto il pianeta) che il barista rosso e i suoi colleghi fecero benissimo a trattare così Almirante, e che voi al loro posto avreste fatto lo stesso, allora, e lo rifareste adesso.

  3. Anonimo ha detto:

    Bravo, Manlio! Il problema, con molta gente di sinistra -non tutti, assolutamente, per carita’- e’ che devono sempre urlare le proprie convinzioni, e non si capacitano che gli altri non possano essere d’accordo. Solo in questo senso i sinistri di oggi sono simili a quelli di una volta, che almeno era gente seria. Sapessi quante mail mi ricevo con testi del tipo “Vi rivelo l’ultima porcata del Berlusca!”, la maggior parte inventate o male interpretate. Ma chi le vuole queste mail? Ma non capite che non fate altro che confermarmi sempre di piu’ nelle mie convinzioni. Mandatemi piuttosto barzellette o, meglio, foto di donne nude.
    Purche’ gradevoli.

    Ti racconto la piu’ incredibile di queste mail: conteneva l’affermazione che l’onorevole Scaiola, appena tornato al potere, si e’ fatto rimettere il volo Roma-Albenga. La cosa pare fosse vera, durante il primo governo Berlusconi. Di sicuro e’ falsa ora: basta verificare. Ma il problema e’ che chi ha girato la “notizia” ha commentato: “non so se e’ vera ma e’ sicuramente verosimile”. Credo che tu convenga che qui non si tratta di essere di sinistra o di destra, ma senplicemente di essere non molto intelligenti.
    Un caro saluto. Come va il braccio?
    Federigus

  4. Anonimo ha detto:

    Almirante era un gigante, gli altri sono nessuno.Io mi sono battuto al suo fianco, aveva un coraggio pazzesco.Ci faceva da padre cercando di non farci mettere nei guai.Un giorno mi disse: stai attento Brunello, tua madre ha già sofferto tanto quando ha perso il marito trucidato dai comunisti partigiani.Non farla soffrire anche tu.
    Quelli che ci sono oggi, tranne qualche piccola eccezione sono meno che m…..Grazie Manlio per il piacere che mi fai leggendoti.
    Il parà

  5. judder ha detto:

    The performance of a more profound point of view is best seen in the article.

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