Le vie dròle

Un post leggero leggero, oggi, per celebrare la fine della tortura del gesso al braccio. Finalmente oggi me l’hanno tolto. Il polso è gonfio e mi fa un male porco, ma il dottore dice che è normale, e che deve riabituarsi. Speruma. Dunque: leggo sul web che Paul e Lisa Allott, di Conisbrough (Nord Inghilterra) hanno cambiato casa perché imbarazzati dal nome della strada in cui abitavano: “Butt Hole Road”, che significa “Via buco del culo”. Erano stufi dei buontemponi che si fotografavano a chiappe nude sotto la targa della via. Qui però mi scappa un sorriso. Ricordo che al Pian della Mussa, quando arrivava una comitiva di genovesi, le cartoline andavano a ruba (“mussa” in dialetto ligure equivale a “ciòrnia” in piemontese…). In Corsica, sopra Bonifacio, han dovuto sostituire il cartello del paesino di “Figa” (dove torme d’italiani ghignanti sostavano ogni giorno per una foto ricordo) col meno esplicito “Bungalows de Figa”.

E’ che le vie, prima che prevalesse l’uso d’intitolarle a uomini o luoghi, venivano spesso indicate per le loro caratteristiche (vico torto, piazza grande….), o per la direzione in cui portavano (corso della stazione, via del duomo…). Anche qui a torino Via Garibaldi si chiamava una volta “Dòira gròssa” perché nel mezzo ci correva una bealera proveniente dalla Dora, un gorgogliante ruscello che fungeva anche da fogna a cielo aperto. Oppure nel nome delle vie s’indicavano i mestieri in esse maggiormente esercitati (Via dei Mercanti, Piazza delle Erbe…) o le caratteristiche peculiari degli abitanti (Strada del Nobile…) Ecco: magari in quella via inglese dei coniugi Alliott anticamente abitava un gay.  A volte nell’intitolare le vie si citavano persino situazioni estemporanee. A Firenze, per dire, c’è ancora oggi “Via delle serve smarrite” così detta perché anticamente, durante la libera uscita, molte fantesche in quella via arrotondavano la loro misera paga con fugaci “extra”. A Napoli c’è “Vico scassacocchi”, che è una chiara allusione al suo fondo una volta assai sconnesso.

Nomi che non si scordano. Non come quelli che leggi in certi villaggi residenziali (dicesi villaggio residenziale un gruppo di case e giardini d’aspetto omogeneo, abitato da ricchi. Se abitato da gente modesta, tipo Vallette o Falchera, dicesi invece ghetto), dove le vie sono intitolate a piante e fiori. Così, vagando fra Via dei Gigli, dei Peschi, dei Peri… (costruite tutte insieme, e quindi dannatamente simili) ci si perde sempre. Ma gli Allott sono stati troppo schizzinosi. In fondo il nome della loro via significa anche fortuna. Cosa dovrebbero dire, allora, i comunisti che hanno avuto per anni la direzione nazionale in Via delle Botteghe Oscure, o Alleanza Nazionale che ce l’ha tuttora in Via della Scrofa?

 

 

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4 risposte a Le vie dròle

  1. Anonimo ha detto:

    …moltissimi auguri di buona guarigione!!
    Michele

  2. Anonimo ha detto:

    Non hanno avuto l’humor “Inglese”…
    Buona, buonissima guarigione!
    Ale

  3. Anonimo ha detto:

    Finalmente dinuovo a cavallo con la lancia in resta. Auguri!
    Sancho

  4. icfjgoe ha detto:

    very good, look forward to view your other articles

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