Homo pippans

Chi non ha mai provato, guardando il firmamento, un senso di mistero e smarrimento? Bene: io provo lo stesso sentimento quando penso alla storia della terra (alle sue ere, alla deriva dei continenti, alle glaciazioni…) e a quella dell’uomo. Già sapere quanto sia breve la nostra storia rispetto a quella del pianeta, mi calma. Specie quando i Tg m’assillano con la siccità, il Niño, la desertificazione e gli altri piatti del menu catastrofista. Perché ricordiamocelo, ragazzi: la crosta terrestre si è solidificata 4 miliardi di anni fa, mentre l’uomo è sceso dalle piante e ha iniziato a camminare eretto solo verso i 3 milioni. Quindi, se rapportiamo tutta la vita della terra a una giornata (24 ore), nonno australopiteco è sceso dal ramo nell’ultimo minuto. Cristo è nato quattro centesimi di secondo prima della mezzanotte.

Non dà lo stesso senso di smarrimento delle stelle, questa constatazione? Subito dopo, però, dà una specie di “consolazione da impotenza”. Cosa siamo mai, noi uomini, superbi, ubriachi di ego e in preda a deliri di autostima, da pensare di poter distruggere la terra? Quale catastrofe potrà mai far estinguere una meraviglia come la nostra specie, che ci ha messo un milione d’anni ad evolversi nella sua forma attuale, cominciando dal momento in cui s’è alzata sulle zampe di dietro (liberando le mani: è da lì che è iniziato tutto…) per costruirsi i primi utensili, che ha lasciato passare un milione e mezzo di anni prima di mettersi a parlare, e due milioni prima di controllare il fuoco e cucinare i cibi?

Una specie che ha cominciato a vestirsi e a seppellire i morti solo 200.000 anni fa, a coltivare piante 40.000 anni fa, ad andare a cavallo 10.000 anni fa? Ne abbiamo viste di tutti i colori, noi ominidi. Abbiamo popolato (unica specie in assoluto) tutti gli angoli del pianeta. Ci siamo sempre adattati a tutti i mutamenti ambientali, magari lasciando per strada qualche sottospecie estinta, come zio Neandertal. Ma eccoci ancora qui, vispi e incazzosi, a farci le nostre pippe politiche e religiose.

Solo di fronte all’immensa (e fortunata) complessità delle vicende che ci hanno portato fino ad oggi, solo spiando tutto (ripeto: tutto) il passato dall’oblò della nostra così breve esistenza, possiamo capire quale fantastico dono sia la vita. E quanto fessi siamo noi a rovinarcela con le pippe di cui sopra.

 

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6 risposte a Homo pippans

  1. Anonimo ha detto:

    già, la vita, quel dono fantastico. .
    tra le corse per il lavoro, gli impegni,
    le incazzature, a volte ricordo di aver
    rischiato di perderla, e allora mi fermo,
    pochi minuti, a sentire il respiro,
    a guardare le nuvole, a ridere con un’amica,
    a leggere una poesia, a guardare le stelle.

    Missis Passera.

  2. Anonimo ha detto:

    Misera dialettica, la sua, missis Passera.
    Riflessione banale, scontata e tediosa!!!
    Omaggi
    missis Horse

  3. Anonimo ha detto:

    è vero, ma non so fare di meglio, potrebbe
    darmi qualche lezione lei ?

  4. Anonimo ha detto:

    Già data!

  5. Anonimo ha detto:

    di presunzione ?

  6. Anonimo ha detto:

    No, di saggezza!

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