I finti tonti

Il dì dei Santi Gramellini ha scritto: «Mi sento come certi studenti che ho incontrato in questi giorni: non rappresentato dalla politica. Invidio i dichiaratori assertivi, modello Capezzone o Sabina Guzzanti: sembrano sempre così convinti di indossare le ragioni del bene, contrapposte a quelle del male. Io sono pieno di dubbi, accidenti. Ammiro chi aderisce in toto a uno schieramento o a un’ideologia, condividendone i valori e gli interessi, e giustificandone i vizi con la motivazione tifosa che gli altri fanno peggio. Io non ci riesco. Sono infastidito dalla volgarità del centrodestra, però mi dà ai nervi la supponenza del centrosinistra. Ogni tanto mi viene voglia di fondare un partito, ma so già che non mi ci iscriverei».

Fa simpatia, no? Siamo tutti un po’ indecisi, per quanto riguarda la politica. Nel post del 30 ottobre sulla coerenza (“Tutto è relativo, se ci fa comodo”) ho scritto che da quando sono esplose ideologie e identità, l’incoerenza è pressoché generale, circolare, contagiosa, mentre tutto avviene nella vita reale in modo più complesso di quanto riesca ad esprimere un ritaglio ingiallito di giornale. Insomma, non ci si capisce più niente. E Gramellini sembra essere d’accordo: dubbio comune, mezzo gaudio. Ma è proprio lì la trappola.

Il simpatico vicedirettore della busiarda, che si definisce “liberale” e comunque “non di sinistra” rappresenta in realtà il prodotto più sofisticato e prezioso di cinquant’anni di plagio culturale comunista. E’ proprio su quelli come lui che conta la sinistra per catturare i voti degli indecisi. Perché quando parlano Fassino o Santoro è troppo facile per la gente semplice prenderne le distanze, all’insegna del “dice così perché ha la casacca rossa”. A pescare all’amo gli indecisi servono molto di più i “presunti neutrali” alla Gramellini, o i cabarettisti alla Gene Gnocchi, alla Gialappa’s, alla “Ruggito del coniglio, con le loro battutine infilate lì con apparente casualità, degli “assertivi” alla Fassino.

So che mi avete capito, ma perdonate la mia mania delle similitudini: la differenza fra un discorso di Fassino e un articolo di Gramellini è la stessa che corre fra l’esplicita réclame del whisky XY e una scena di fiction dove, guarda caso, l’eroe di turno (fico, intelligente, coraggioso e pieno di charme) appena arrivato a casa si rivolge alla altrettanto fichissima moglie (o parla al telefono con l’ultimo modello di cellulare) e intanto si versa un bel bicchiere del whisky XY. La cui etichetta, off course, si vede benissimo.

Ecco spiegata la pubblicità occulta. L’indeciso, tenero Gramellini sembra intellettualmente onesto e imparziale quanto lo sembravano oggi i conduttori delle tante trasmissioni radio e Tv dedicate alla vittoria di Obama. Di quell’Obama che la sinistra italiana aveva adottato da almeno un anno con tutta la sua impressionante potenza di fuoco mediatico (e, visto che la par condicio per le elezioni Usa non vige, con uno sbilanciamento di spazi e una disparità di trattamento rispetto a Mac Cain da far venire la nausea). Esultavano tutti come se a conquistare la Casa Bianca fosse stato Veltroni. Radio 1 ha addirittura lanciato un sondaggio  via sms fra gli ascoltatori, la cui domanda era: “Secondo te quando Obama verrà in Italia vorrà incontrare prima Veltroni o Berlusconi?”

Nessuno pareva rendersi conto, in studio, di quanto fosse idiota un tale quesito. Anche solo averlo pensato. Fra gli ascoltatori che hanno risposto (con un plebiscito per la priorità a Veltroni, manco a dirlo…) nessuno ha confessato quanti e quali insulti si sarebbe beccato dalla sinistra italiana compatta Berlusconi se, appena eletto, fosse andato in visita ufficiale a Cuba e avesse scelto d’incontrare, prima di Raul Castro, il capo dell’opposizione (che là è in carcere, ma questi sono dettagli che ai compagni sfuggono).

Vedete che i finti tonti alla Gramellini servono?

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6 risposte a I finti tonti

  1. Anonimo ha detto:

    Sono rimasto folgorato dal paragone con la pubblicità occulta! Mi viene in mente un titolo “Manuale di contro-pensiero”. Una raccolta di avvisi ai naviganti alla deriva in questo caos senza finalità. L’autore? Manlio Collino. Il contenuto del libro? Tutti i suoi post, “ridotti” a pochi flash che si stampino nel muscolo cerebrale. E se tutti gli amici e lettori di Manlio fossero d’accordo, con un piccolo passa parola organizziamo anche una copertura finanziaria per l’operazione.
    Chi ci sta?
    Pingosss

  2. Anonimo ha detto:

    io!

    missis Horse

  3. Anonimo ha detto:

    Mi piaceva il modo di scrivere di Gramellini.
    Peccato che bagni la penna nell’inchiostro rosso o ,quanto meno, rosaceo.
    Interessante la proposta di Pingoss.
    Cesco

  4. Anonimo ha detto:

    bella idea, facci sapere come fare per
    contribuire.
    Missis Passera.

  5. Anonimo ha detto:

    Missis Passera non mi convince molto…
    mi sa che nasconda qualcosa…. sotto sotto….

    missis Horse

  6. Anonimo ha detto:

    . . . sotto sotto, dovrei avere la stessa
    cosa che ha lei, mia cara Missis Horse.

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