'Na figura da cicolaté

Questa mi mancava. D’Alema che concede un’intervista (pardon, una “conversazione informale”) sul Cavaliere (e su chi, se no? Da 15 anni in qua la politica a sinistra si riduce ad antiberlusconismo e null’altro) e ne profetizza la durata al governo per l’intera legislatura, ma fra gravi disagi. Di questi sarebbe testimonianza il fatto che il premier è fisicamente “fuori forma”, ha il “pancione” e fa “scorpacciate di cioccolato”, inequivocabile segno di “carenze affettive”. Non ci posso credere. Il fine intellettuale che alle conferenze stampa  striglia i giornalisti che osano fargli domande (secondo lui) futili, il sedicente statista che è solito accusare Berlusconi di “dilettantismo politico sconcertante”, parla di addominali e cacao?

Non è possibile. Ci dev’essere qualcosa sotto. Forse sono già scattate le primarie per la guida del Pd. Voglio dire le primarie vere (oppure la conta delle tessere per un congresso serio), non come la farsa del 2007, quello spudorato maxispot del Pci ultima versione, con Veltroni già designato dai vertici, la Bindi e qualche altro a fargli finta concorrenza, la questua miliardaria fra i gonzi delle sezioni (per votare si pagava, e ci fu chi votò più volte in più gazebo diversi…) e l’incoronazione finale con discorso ‘kennediano’ al Lingotto.

D’Alema è convinto che il suo storico nemico Veltroni sia politicamente finito dopo la batosta alle politiche dell’aprile scorso, e quindi sposta l’appuntamento con le urne alla scadenza naturale della legislatura, sperando che nel frattempo gli altri suoi concorrenti (Fassino, Rutelli, o magari un rientrante Prodi-Cincinnato precettato dalle logge) siano cucinati a fuoco lento da scandaletti, intercettazioni e gossip. Se adesso parla della pancia del Berlusca, è solo per apparire simpatico, informale, “piacione”, e rubare questo ruolo a Cicciobello Rutelli, che non ha altro da offrire. Il riferimento in negativo al cioccolato (“…anche Arafat se ne rimpinzava, ma a 75 anni…”) è infine un’indiretta stoccata a quel Nanni Moretti della Girotondi SpA, noto cantore della Nutella, che osò gridargli dalla platea “Massimo, cazzo, dicci qualcosa di sinistra!”

Per Cofferati, invece, nessuna battuta. Se aveva già prima poche chances di assumere la guida del Pd, in due mandati da sindaco a Bologna il cinese si è talmente inimicato l’estrema sinistra che non ne avrà più alcuna. Perfetto. Allora, operazione-simpatia riuscita? Macché. Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Alla fine della “conversazione informale” Baffino ha rovinato tutto con un’uscita delle sue: “Quando io parlo vi chiedete sempre dov’è la fregatura perché io sono più intelligente di voi, e per un riflesso tipico della cultura contadina si diffida sempre di chi è più intelligente”.

Linguaccia traditora! Il fine statista, per voler far la bottega ai pantaloni (cioè un’uscita del cazzo, che fa pisciare) si è giocato l’elettorato contadino. Gli basteranno, fra  cinque anni, banchieri, brokers di borsa e velisti?

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5 risposte a 'Na figura da cicolaté

  1. Anonimo ha detto:

    Se Lei ha cambiato la foto per quello sfigato Pingooss o come diavolo si chiama, non ne era il caso.
    Ale’ un po’ per miopi questa nuova fotografia, un buon bicer di vino rosso che in montagna migliora, e sulla neve scalda va bene, pure gli occhiali, credo venduti a suo tempo da CronacaTo pero’ manca la pipa!…..
    Conoscendolo dai Suoi articoli mi viene da pensare che abbia esagerato apposta,ottimo!
    Sempre pungenti i pezzi, bravo.
    Carmen

  2. Anonimo ha detto:

    Non vale cambiare la fotografia, pure i colori, cosi’ la figura da cicolatè la fasu mi’.
    Cerea
    Carmen

  3. Anonimo ha detto:

    Che bel regalo vedere il tuo sorriso! 🙂
    Da un po’ di tempo ti leggo con piacere quasi ogni giorno e questa foto (nonchè l’abbandono del colore nero per lo sfondo) sono stati davvero una bella sorpresa.
    Ricambio il sorriso e scusa per il tu, ma mi viene naturale. 🙂

    Francesca C.

  4. Anonimo ha detto:

    Soggetto “non più sconfitto”, messaggio subliminale sullo sfondo, cambio grafico approvato. By Suntant Kathiw.

  5. Anonimo ha detto:

    Bah.
    Ricordo tue foto migliori.
    Hai dato risalto al guardrail e penalizzato la bésula. Chissà che cosa significa sotto il profilo psicanalitico?
    L’immagine è strana, quasi fosse una di quelle istantanee scattate per errore, “‘speta ch’a na foma n’auta”, e che poi ci si scorda di scancellare dalla digitale.
    Ma quella selva dantesca di pizzerie, ristoranti, alberghi e meublé, induce a cogliere sia il messaggio subliminale cui fa cenno Suntant Kathiw, sia l’atto di accusa contro il consumismo fast food. Fondamentale, nel caratterizzare questa lettura negativa, mi pare il risalto dato alla neve sporca e ammucchiata, chiara icona di una svanita purezza, di un miltoniano paradiso perduto. Cui si aggiunge la sottile inquietudine di quell’auto un po’ storta, che pare essersi sfasciata contro il ristorante.
    L’insieme – insomma – ha le caratteristiche un po’ metafisiche di certi rebus con un signore in redingote, un martello e un piatto di minestra lasciato a metà.
    Comunque, hai rinfrescato la tinta ed era una cosa da fare. L’abbraccio di sempre.
    Pingosss

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