Pavia, pensione Metinel

Forse piallata dalla Tv, forse affondata coi dialetti, ma si è persa quell’arguzia bonaria del popolino, quella delle battute dette per strada, al mercato, all’osteria (memorabile capolavoro di quel repertorio, la frase di chi si alzava per andare a pisciare e diceva “Vado a pié për al còl col ch’a ciula mia fumna” vado a prendere per il collo quello che si scopa mia moglie). Questa era l’arguzia popolana. Chi non andava in ferie, alla domanda “Andoa ‘t vas an ferie?” rispondeva “I vado a Pavia, a la pension Metinel” Voleva dire “Non vado via (i vado pa via) me ne sto nel mio tinello (pension Metinel)”. Anche i terroni avevano imparato, e dicevano: “vado a Caresto” (resto qua).

Ma allora restare era normale, quasi per tutti. Adesso meno, e così va a finire che di fronte a quella domanda si glissa, o si mente. E dire che trascorrere le ferie d’agosto in città è una chicca, una delizia per veri “connoisseurs”. Ecco qualche suggerimento per te che non ci credi, per te che sei rimasto qui solo perché non hai i soldi per partire, o perché hai mandato moglie e figli in campagna dai suoceri, ma tu non ci sei andato perché ti stanno francamente sul culo. Primo: pensa ai guai di chi è partito. Esodi biblici, incidenti stradali, macchine in panne, caos nei luoghi d’arrivo, tutto che costa il doppio, spiagge affollate, code ai ristoranti, rumori insopportabili di notte, parcheggi introvabili… Paragonali ai vantaggi che hai qui. Quali? Ma quelli che ti mancano per tutto l’anno: spazio, tempo e libertà.

Spazio-fuori: niente code, strade libere, posteggi a gogò (e gratis), pullman vuoti… Spazio-dentro: la “tua” casa, col tuo letto, i tuoi libri. Ci stai da dio. E c’è anche la cantina, per i giorni più caldi. Là sotto ci fa un fresco delizioso. E’ sporca, in disordine? Avanti con la pulizia, allora, e col riordino, che è anche un bel viaggio nei ricordi. Quando sarà a posto, magari ti vien voglia d’arredarla con un tavolo e due sedie, se ci stanno, per farne una mini-tavernetta dove bere e fumare con gli amici senza che i tuoi ti rompano le scatole.

Tempo: muoviti come un bradipo. Alzati dal letto, vai di corpo, lavati, cucina, mangia, tutto alla moviola. Mettici apposta il doppio del tempo che ci vuole, per gustare fino in fondo la mancanza d’urgenza. Fai cose sfiziose, come rovesciare sul tavolo e inventariare i tiretti non destinati a cose specifiche, tipo quelli dei comodini. Salteranno fuori cose dimenticate, la stilografica d’argento persa anni fa, il biglietto da visita di quell’idraulico onesto (rarissima figura), medicine scadute da buttare, monete da 500 da usare nei carrelli al posto dei 2 euro… E le foto? Hai di sicuro vecchie foto di cui non ricordi più data, luogo e facce. Divertiti a ricostruirne i dati e scrivili dietro: sarà un magico back-up dei momenti più belli della tua vita (perché non credo che tu ti sia fatto fotografare sulla poltrona del dentista o in coda alla posta mentre paghi le bollette).

Libertà: assapora fino in fondo il piacere dell’anarchia gestuale, stacca i telefoni, ubbidisci agli stimoli della fame e del sonno senza orari. Fai scorpacciate “proibite” (‘na béla soma d’aj, ‘na salada ‘d siolòt cru con tripa ‘d Moncalé…) a qualunque ora te ne venga lo sghiribizzo, anche in piena notte. Fatti una bella panciata di Olimpiadi alla Tv, se ti piace lo sport, oppure affitta una dozzina di Dvd e guardateli tutti di fila. Poi scendi nel fresco dell’alba a far due passi, e magari una bella brioche calda, col cappuccino e il giornale che sa ancora d’inchiostro. Fuma nel letto, e dormi fino alle tre del pomeriggio. Si vive una volta sola

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6 risposte a Pavia, pensione Metinel

  1. Anonimo ha detto:

    Manlio,
    ho appena finito di scrivere il mio (diciamo) commento di ieri
    su ” Il fascino dell’imprevisto” che ne approfitta per andarsene via
    senza bagagli e spazzolino..! Cribbio, ritorni che l’aspettiamo….
    Le auguro una buona domenica a Lei e famiglia.
    Saluti
    Carmen

  2. Anonimo ha detto:

    Gentile sig.ra Carmen ,
    Ha ragione ad aspettare il bravo Manlio perchè il suo blog è la nostra dose quotidiana di sollecitazioni mentali. Aspettiamo con fiducia ed auguriamoli qualche giorno di quiete e libertà.
    Buone ferie a tutti.
    Sancho

  3. Anonimo ha detto:

    Anch’io caro Manlio, sono a Pavia alla pensione 5 stalle Metinel.Faccio quei lavori che ho rinviato per tuttto l’anno e vado ai funerali. Si hai capito bene ai funerali. Vai a quelli del vecchio compagno di scuola dopo averne visto il necrologio sulla “busiarda”.Vai a quello della persona importante, che hai conosciuto lavorando, e qui mi vengono in mente alcune riflessioni. L’uomo normale ha anche difficoltà a far sapere che è morto se la sua dipartita coincide con quella dell’uomo famoso.Tra le centinaia di annunci sul giornale,il suo è sommerso dagli altri che riempono alcune pagine ed è difficile accorgersene.Ha però un vantaggio che al suo funerali non vengono amministratori delegati in maglione.Poi noto che è più facile partecipare al funerale dei vips perchè è più facile essere presenti. Lasciare il campeggio per partecipare è molto più costoso e difficile che prendere l’aereo personale o quello dello Stato per chi è in alto. Morire in agosto è una sfiga per il morto e per gli amici del morto,però a chi è rimasto all’hotel Metinel è servito almeno a dare l’ultimo saluto sincero, all’amico povero o ricco che sia, con calma, pensando veramente a lui ed ai momenti passati insieme senza la fretta propria di tutto l’anno. Ciao Manlio.Il Parà

  4. Anonimo ha detto:

    prova

  5. Anonimo ha detto:

    Caro Manlio,
    un simpatico amico di Rivara usa anche altre due espressioni quando invece di andar in ferie se ne sta a casa: “Vado a D’intorn” e “Vado in un posto lontano, a Vànghelort”…Saluti Umberto

  6. hassle ha detto:

    Nice going,every one enjoys your work.

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