Il gioco della torre non ammette bari

Il governo thailandese ha proibito la vendita di un animale da compagnia, la Gromphadorrina Portentosa, che da adulto raggiunge i 10 cm, è molto docile e fa le fusa come i gatti, emettendo una specie di sibilo quando viene accarezzato. Il perché ne sia stata vietata la commercializzazione si capisce apprendendo che il nome comune della Gromphadorrina Portentosa è “scarafaggio gigante del Madagascar”. Proprio così. Una bòja panatéra grossa come il mouse del computer. Nei mercatini di Bangkok va a ruba, e il governo teme che a maneggiarla si possano contrarre pericolose malattie. Nelle new entries degli animali da compagnia (pets), dopo il maiale-bonsai giapponese, abbiamo rischiato di avere lo scarrafone thailandese taglia XXXL

Ma perché la gente compra questi strani pets, per poi abbandonarli come giocattoli quando ne è stufa? Finché l’uomo conduceva una vita di stenti tra sudore e fame, era per lui inconcepibile mantenere un animale che non lavorasse. Solo da pochi anni si è affermato il concetto di animale da compagnia, dove però il termine ‘compagnia’ indica comunque una prestazione attesa dalla bestia. Per ciò molte persone trovano logico sbarazzarsi del pet quando la sua prestazione non è più necessaria, o non ripaga a sufficienza le spese e le scomodità del suo mantenimento. E’ un comportamento spiacevole, questo, ma è comprensibile sia sul piano etologico che morale.

Sul piano etologico, lo sfruttamento delle risorse naturali (ivi compresi gli animali) è radicato in noi fin dalla preistoria. Sul piano morale, non c’è differenza fra abbandonare un animale o ucciderlo per mangiarlo. I civilissimi coreani si cibano di cani ancora oggi. Per contro non toccano gli uccelli, e trovano incomprensibile oltreché barbaro il nostro uso di mangiarli. In India considerano sacri (al punto di lasciarli circolare indisturbati in mezzo al traffico) gli stessi bovini che noi invece macelliamo e divoriamo. E allora? Allora, detto che la violenza gratuita e la crudeltà inflitte a qualsiasi essere vivente sono da condannare, viene il dubbio che indignarsi per il maltrattamento e l’abbandono degli animali sia un lusso, se si pensa che vi sono paesi sudamericani e caraibici in cui ad essere abbandonati e maltrattati sono i bambini (i tristemente famosi ” ninos derua”) e altri paesi africani e asiatici in cui i bambini sono messi al mondo per essere venduti come schiavi. Il gioco della torre è un gioco crudele, ma la vita è spesso fatta di priorità, e non sempre si può barare tenendo tutti sul terrazzo della torre, ben riparati dietro i merli.

 

 

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