Noi pignoli con la testa fra le nuvole

Ho udito contrapporre, in un dibattito televisivo, i distratti ai pignoli. I primi venivano definiti come gli eterni sbadati, quelli che sono sempre sovrapensiero, che dimenticano tutto dappertutto. Come me, che non ho mai potuto permettermi una biro o un accendino d’oro, perché ne perdo così tanti che se fossero d’oro mi verrebbe un accidente ogni volta. I pignoli, invece, venivano dipinti come quelli che danno appuntamenti fuori dalle ore e mezze ore (“ci vediamo alle sette meno dieci”) e arrivano sempre in anticipo. Quelli che, se dividono le spese di viaggio con gli amici, mettono nel conto anche il consumo dell’olio e delle gomme. Quelli che segnano tutto sull’agendina.

Io però non vedo tutta quell’incompatibilità fra le due categorie. Uno può essere attento, presente a se stesso in ogni istante, e contemporaneamente un pressapochista inaffidabile. Viceversa può essere come me, che da un lato sono così distratto da dover scrivere il mio numero di telefono sul sacchetto delle pipe, nella speranza che quando lo dimentico da qualche parte (mi capita spessissimo) chi lo trova mi chiami, e dall’altro sono così pignolo da segnarmi sull’agendina tutto quel che faccio ogni giorno e tutte le spese personali, anche le più piccole. La mania di non buttar via nulla e di annotare tutto serve, per tanti motivi. Evita di uscirsene con frasi idiote del tipo: «non capisco… come è possibile… ho cambiato cento euro solo ieri e non ho più niente, di certo mi avranno fregato sul resto…». Consente di tenere a memoria tutto quel che si è fatto, e sapere sempre dove si era il tal giorno, e con chi (circostanza preziosa in caso di multe errate, contestazioni, falsi addebiti…)

A volte prendo in mano le agende di tanti anni fa, e mi diverto nel leggervi annotato “caffè, lire 150”. Il piccolo, preciso dettaglio mi riavvicina quel passato, perché lo attualizza, e nello stesso tempo lo allontana, perché lo storicizza. L’annotazione funge da innesco per la memoria, e riempie di ricordi l’arco di tempo che ci separa dalla data evocata, evitandoci l’angoscia della smemoratezza (“pensa… sono giàpassati vent’anni e sembra ieri…”). Anche gli oggetti svolgono la stessa funzione. Persino il più insignificante fra essi porta cucita addosso una storia che ad un certo punto riguarda anche noi, e ha la pazienza di raccontarcela ogni volta che lo guardiamo o lo prendiamo in mano. Si possono fare fantastici viaggi a ritroso nel tempo solo rovistando in un vecchio cassetto.

No. Decisamente non trovo che la distrazione e la pignoleria siano incompatibili. Anzi, a volte possono essere addirittura complementari. L’uomo già perde un terzo della sua vita dormendo, ma quella è un’esigenza biologica. La distrazione invece non lo è, e il tempo passato “con la testa altrove” è come dormito, cioè perso. Le azioni diventano automatiche, lo sguardo non vede, la memoria è in stand-by… e alla fine di due vite uguali il distratto avrà vissuto meno ancora del dormiglione. Almeno, se è pignolo, ne avrà risarcimento: la sua meticolosità riempirà di riferimenti dettagliati, dilatandolo, il tempo da lui passato a terra, fra un viaggio e l’altro nelle nuvole. Dove si sta meglio di qui, ma non si deve dire.

 

 

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3 risposte a Noi pignoli con la testa fra le nuvole

  1. Anonimo ha detto:

    Oggi ho letto qualcosa che mi ha riempito di soddisfazione: non sono il solo, sulla faccia della terra, a scrivere tutti i giorni, le spese fatte.
    Credevo di essere un maniaco solitario ma ora so di essere in buona compagnia. Grazie Manlio!
    Franz

  2. Anonimo ha detto:

    Questo pezzo, meraviglioso, sembra scritto apposta per me e chissà per quanti: la tesi proposta (nessuna contrapposizione, ma – al contrario – complementarietà tra pignoleria e distrazione) è tanto vera quanto difficile da descrivere. Manlio ci riesce benissimo, peraltro consolando – con la sua analisi – anche quelli come il sottoscritto, che si annotano tutto sull’agenda (dalle spese a ciò che si è fatto nella giornata, persino il tempo atmosferico caratterizzante la giornata in questione), salvo poi dimenticare occhiali, cellulare, chiavi, eccetera, ovunque.
    Saluti e complimenti.
    Michele

  3. Anonimo ha detto:

    Mio marito sarà contentissimo..
    All’inizio lo prendevo bonariamente in giro per la sua mania di annotare tutto sull’agenda, più preziosa davvero di un gioiello; con il passare del tempo, invece, devo ammettere che questa sua “mania” ha iniziato a piacermi, “intrappola” parte dei ricordi che fanno parte della nostra storia..
    Grazie Manlio, come sempre sei riuscito a farci riflettere e oggi anche a sorridere..

    Alessandra

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