Spero che Titti lo perdoni

Ricevo da un compagno vile (niente indirizzo, firma illeggibile) una lettera: “le obietto una totale incapacità dialettica, un’acredine, un astio atavico, un’eburnea e manifesta cattiveria contro tutto ciò che non è di destra. Ma la nemesi, e mi pare giusto, l’ha già colpita quasi direttamente nei suoi profondi affetti”. Come dire: “meriteresti di crepare tu, bastardo, ma godo che ti sia morta almeno la figlia”.
La presenza di persone simili, da sola, basterebbe già a giustificare i miei sbilanciamenti contro i rossi, ma se lo faccio è anche perché trovo vergognoso che si rifiutino ancor oggi di fare i conti col loro ignobile passato. Che si ostinino a difendere dei partigiani che uccisero quasi 20mila civili, e ben dopo il 25 Aprile. Fecero più morti loro del PNF in vent’anni (i caduti in guerra vanno tolti dal conto, se no dovremmo addebitare agli alleati le vittime dei bombardamenti, e ai partigiani i repubblichini e i nazisti uccisi nei loro agguati, o anche in attentati inutili come Via Rasella).
La mia voce flebile vuole raccontare ai giovani un recente passato in cui migliaia di ragazzi come loro, bollati come fascisti, furono vittime di coetanei aizzati da padri non ancora sazi del sangue “resistenziale”, e da leader inebetiti dall’odio di classe. Erano gli anni ’70. I rossi urlavano “uccidere un fascista non è reato”- “se vedi un punto nero / spara a vista / o è un carabiniere / o è un fascista” – “fascisti, carogne, tornate nelle fogne” – “pagherete caro, pagherete tutto”, e davano la caccia ai coetanei di destra girando con le enormi chiavi inglesi Hazet N.36 sempre sotto l’eskimo (“Hazet 36, fascista, dove sei?”). Con quelle sfondarono il cranio a Sergio Ramelli, e nei cortei se ne vantavano: ”Tutti i fascisti / come Ramelli / con una riga rossa / tra i capelli”…
Erano, quelli, gli anni “formidabili” in cui “la meglio gioventù” ammazzava e bruciava vivo chi distribuiva volantini o attaccava manifesti del Msi. E non mi si dica: “giusta risposta alle bombe nere”. Sarebbe come assolvere chi fosse andato nelle sedi di quartiere del Pci o nelle bocciofile dell’Arci ad assassinare vecchietti per vendicare i delitti delle BR.
Se mi sbilancio, è perché gentaglia così va in giro ancora oggi. Vive gratis nei centri sociali “okkupati”. Vieta agli ebrei e al Papa di parlare. Manda bombe al mio giornale. Devasta i gazebi del Pdl e della Lega. Spranga gli avversari politici. Urla “10-100-1000 Nassirya” e ”Berlusconi, Albertini, farete la fine di Mussolini.” E gode per la morte di una 16enne “così suo padre impara”. Vergognatevi. 
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Una risposta a Spero che Titti lo perdoni

  1. bszhfshgf ha detto:

    i agree with you!

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