Col Che me ne frego

Le forze dell’ordine d’ogni genere sono piene di personale negli uffici, ma regolarmente sotto organico nei servizi esterni. Da qui nasce l’esigenza, per i pochi che vanno in pattuglia, di stangare ogni tanto qualche debole, per far vedere all’opinione pubblica che “si agisce e non si scherza”. Questo discorso vale anche per l’ispettorato del lavoro, che stanga con multe pazzesche i contadini durante la vendemmia filmando dall’elicottero i loro aiutanti (quasi sempre amici o parenti) presenti nei vigneti senza regolare contratto, ma si guarda bene dal disturbare i potenti ben organizzati e ben rappresentati nel ceto politico, come i liberi professionisti.

Non ho mai sentito di un blitz massiccio dell’ispettorato del lavoro negli studi di certi architetti o avvocati (dico “certi” perché non sono tutti, ma la stragrande maggioranza sì), dove lavorano come negri, anche per 10/12 ore al giorno (sabati, domeniche e nottate compresi, se c’è urgenza) i giovani neolaureati. Ovviamente in nero (e sarebbe ancora il meno), ma anche sottopagati, o non pagati del tutto, come i “tirocinanti” dei notai.

Conosco bene un neo-architetto di Firenze che ha lavorato per un  anno intero, il 2007, con quei ritmi sfibranti presso un grande studio fiorentino il cui titolare, docente universitario, vota comunista da sempre e gira (in Suv) con addosso la maglietta del Che. Totale della retribuzione percepita in un anno dal mio amico architetto neolaureato: 2500 euro. In cambio la moglie del “compagno” professore veste firmato, va in palestra e in beauty farm, e tutti i week end  la coppia va al mare o in montagna, mentre in studio i negri si levano gli occhi sull’autocad 3D. E dire che per cuccare questi schiavisti non ci sarebbe neanche bisogno dell’elicottero. Basterebbe il citofono.

 

 

 

 

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Una risposta a Col Che me ne frego

  1. aehdfrs ha detto:

    I do not know how to express my feeling!! I am shocked by your unprecedented sight.

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